Macbook 2006 e Ubuntu 16.04 con EFI

In famiglia avevamo un vecchio Macbook 2006 che se ne stava in un cassetto già da molto tempo. Perchè non riportarlo a nuova vita?

Oltre OS X Lion 10.7.5 non era possibile andare e realisticamente con 1gb di ram e un hard-disk da 5400rpm eravamo già ai limiti.

Grazie ad un “upgrade” del mio mediacenter, avevo giusto un disco SSD da 64gb che mi avanzava da un po’ di tempo. Un vecchio portatile con lo schermo rotto e mai riparato (antieconomico) avrebbe fornito la ram per espandere il Macbook al massimo di 3gb.

Naturalmente ho deciso di passare ad Ubuntu 16.04.1 LTS.  Visto che il portatile ha una cpu Intel Core 2 Duo, ho scelto la versione a 64bit.

Anche in questo caso (vedi il mio post su Lenovo Ideapad Flex 10) mi sono trovato con un problema di sistemi EFI a 32bit con sistemi potenzialmente a 64bit.
Anche l’immagine di sistema più recente di Ubuntu 16.04.1 non supporta questa situazione ibrida, quindi ho dovuto cercare delle soluzioni per generare un’immagine da scrivere sulla mia chiavetta usb che possa essere eseguita dal bios EFI a 32bit del Macbook.

Questa è la sequenza delle istruzioni (da eseguire con diritti di root su un sistema con una Ubuntu 16.04), che ho lievemente modificato rispetto all’originale dedicato ad un ASUS EeeBook:

apt install p7zip-full

wget http://releases.ubuntu.com/16.04/ubuntu-16.04.1-desktop-amd64.iso

# Suppongo che la chiavetta USB sia sul device  /dev/sdb
# La chiavetta non deve essere montata su nessuna directory
# ATTENZIONE! QUESTO CANCELLERA' TUTTO QUELLO CHE STA SU /dev/sdb !
sgdisk --zap-all /dev/sdb
sgdisk --new=1:0:0 --typecode=1:ef00 /dev/sdb
mkfs.vfat -F32 /dev/sdb1

# Monto la chiavetta sulla directory /mnt e
# ci copio il file ISO:
mount -t vfat /dev/sdb1 /mnt
7z x ubuntu-16.04.1-desktop-amd64.iso -o/mnt/ 

# Crea il bootloader a 32bit e lo scrive sulla chiavetta:
apt install git bison libopts25 libselinux1-dev autogen m4 autoconf help2man libopts25-dev 
apt install flex libfont-freetype-perl automake autotools-dev libfreetype6-dev texinfo
git clone git://git.savannah.gnu.org/grub.git
cd grub
./autogen.sh
./configure --with-platform=efi --target=i386 --program-prefix=''
make
cd grub-core
../grub-mkimage -d . -o bootia32.efi -O i386-efi -p /boot/grub \
  ntfs hfs appleldr boot cat efi_gop efi_uga elf fat hfsplus iso9660 linux keylayouts \
  memdisk minicmd part_apple ext2 extcmd xfs xnu part_bsd part_gpt search search_fs_file \
  chain btrfs loadbios loadenv lvm minix minix2 reiserfs memrw mmap msdospart scsi loopback \
  normal configfile gzio all_video efi_gop efi_uga gfxterm gettext echo boot chain eval
cp bootia32.efi /mnt/EFI/BOOT/
umount /mnt

Finalmente,  potremo installare una bella Ubuntu sul nostro Macbook, con tabella delle partizioni GPT e pronta per il boot da EFI.

Ma il lavoro non è ancora finito.. Alla fine dell’installazione, ci accorgeremo che il boot da disco non funziona e che il solo modo per eseguire il sistema è facendo il boot tramite la nostra fidata chiavetta.

Qualcosa ancora non va. Finalmente, grazie ad un ottimo articolo ho trovato la spiegazione e la soluzione del mio problema: la partizione EFI deve essere formattata con il filesystem Mac HFS+ (e non Fat32) e devono essere presenti alcuni specifici files.

Nell’articolo appena menzionato, viene spiegato come installare Ubuntu su Mac recenti (dal 2012 in poi) che ovviamente non hanno i problemi che ho affrontato per creare il disco di installazione (sono sistemi full 64bit).

Supponendo che la partizione EFI sia la numero 1, riporto di seguito le istruzioni leggermente modificate per un EFI a 32 bit:

# Repository con utilities per Intel Mac (fan control, HFS bless, bootloader icon, etc..)
add-apt-repository ppa:detly/mactel-utils
apt update
apt install mactel-boot hfsprogs gdisk grub-efi-ia32

umount /dev/sda1 
# Modifica la partizione EFI /dev/sda1 
gdisk /dev/sda

Questi sono i comandi da eseguire con gdisk:

Command (? for help): d
Partition number (1-3): 1

Command (? for help): n
Partition number (1-128, default 1): 1
«accept defaults»

Current type is 'Linux filesystem'
Hex code or GUID (L to show codes, Enter = 8300): AF00
Changed type of partition to 'Apple HFS/HFS+'

Command (? for help): w

Formatta la partizione EFI e Aggiorna fstab:

mkfs.hfsplus /dev/sda1 -v Ubuntu
bash -c 'echo $(blkid -o export -s UUID /dev/sda1) /boot/efi auto defaults 0 0 >> /etc/fstab'
mount /boot/efi

Installa Grub:

mkdir -p "/boot/efi/EFI/$(lsb_release -ds)/"
bash -c 'echo "This file is required for booting" > "/boot/efi/EFI/$(lsb_release -ds)/mach_kernel"'
bash -c 'echo "This file is required for booting" > /boot/efi/mach_kernel'
grub-install --target x86_32-efi --boot-directory=/boot --efi-directory=/boot/efi --bootloader-id="$(lsb_release -ds)"
hfs-bless "/boot/efi/EFI/$(lsb_release -ds)/System/Library/CoreServices/boot.efi"
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Kodi ed ubuntu – guida all’installazione

Ho appena pubblicato una pagina per la guida all’installazione del mediacenter Kodi su Ubuntu 16.04 LTS.

La guida è molto dettagliata, ma richiede un minimo di dimestichezza con Linux e la shell bash.
Prevede la configurazione con script Systemd per il boot automatico di Kodi e per sostituire Grub con Extlinux ed avere un dual boot con splash screen full HD.

Spiego come personalizzare il display LCD del mio case Antec Fusion Black ed usare il mediacenter con un telecomando Logitech Harmony usando ir-keytable al posto di Lirc.

Cercherò di tenerla aggiornata con le novità e i miglioramenti che si presenteranno in futuro.

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Come difendersi dalle vendite telefoniche

Nonostante mi sia iscritto al registro delle opposizioni, continuo a ricevere telefonate non volute, che mi propongono (spesso con modi truffaldini) le cose più inutili.

Finalmente, credo di aver trovato una soluzione, anche se non a costo zero.

Sulla mia linea telefonica fissa ho attivato l’opzione “Chi è” di Telecom Italia (adesso TIM) alla “modica” cifra di 2,90€ mensili. Quindi ho cambiato il mio vecchio cordless con un nuovo Siemens Gigaset S850.

Siemens Gigaset S850

Siemens Gigaset S850

Tutto questo, per poter avere a disposizione una “blacklist”, funzione che esiste da tempo nel mondo mobile.
Prima di tutto, ho bloccato tutte le chiamate anonime. Successivamente, ogni chiamata non voluta è stata aggiunta alla blacklist, in modalità “blocco”, così da non avere il minimo fastidio, neanche un lampeggio.

Speriamo che i 15 numeri messi a disposizione siano sufficienti, io sarei stato più generoso.

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Che clima ci aspetta?

Dopo un autunno inesistente (a Novembre non si sono viste piogge in Toscana) e un inverno ridicolo (temperature miti è dir poco), a fine Gennaio eravamo già a rischio siccità.
Per fortuna Febbraio ci ha dato una mano con le precipitazioni e i nostri media si sono scordati del problema.
Purtroppo la situazione climatica sta cambiando molto rapidamente, ed è talmente evidente che anche il più distratto tra noi non può fare a meno di notarlo.

Gli studi che qualche anno fa facevano quasi sorridere, prevedendo climi mediterranei nelle isole britanniche, e temperature tropicali nel mediterraneo, si stanno velocemente avverando.

Per il NOAA  marzo è l’undicesimo mese consecutivo di aumento record delle temperature a livello globale.

Speriamo che la Cina e gli Stati Uniti, di gran lunga i più grandi inquinatori del pianeta, il prossimo 22 Aprile (la giornata della Terra), con la ratifica degli accordi sul clima COP21 presi lo scorso Dicembre a Parigi, inizino a fare realmente sul serio.

Non c’è più tempo!

Anomalie temperature Marzo 2016 - Scarto dai valori medi

Anomalie temperature Marzo 2016

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Black Sails

Grazie a Netflix ho scoperto questa serie TV, che non esagero, è di grande livello!
Sia come qualità della sceneggiatura, sia come interpreti (di tutto rispetto), sia come effetti speciali (niente da invidiare a grandi produzioni internazionali).

È ambientata nel periodo d’oro della pirateria, circa 20 anni prima delle vicende narrate nell’Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson. Ci sono tutti, John Silver, Barbanera, il capitano Flint.. E’ appena terminata la terza stagione, ma Netflix si ferma alla seconda.

Se vi piacciono le storie di pirati non vi potete perdere Black Sails!

Black Sails

Black Sails

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Restyling

Operazione di “restyling”. Ho cambiato molti aspetti di questo sito, alcuni più visibili, come l’immagine della testata o i link “social”,  altri meno visibili, come le ottimizzazioni SEO o per Google Page Speed. Il tema è rimasto il solito Adventurous by Catch Themes, con cui mi trovo benissimo. Ho rivisto e cambiato alcuni plugin di WordPress, in funzione dei cambiamenti di cui sopra.
L’immagine della testata cambia, ma rimane un’isola tropicale, questa volta è La Digue nell’arcipelago delle Seychelles, che ho avuto la fortuna di visitare.

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Manutenzione sito urgente

Il mio nuovo plugin per le statistiche mi informa che ho un bel po’ di fan cinesi, ucraini e dalle ex-repubbliche sovietiche.

Forse un po’ troppi per un piccolo blog italiano  :cry:
Niente di grave, ma temo sia questa l’origine dell’impennata di spam che ho notato recentemente (dopo la relativa quiete legata al cambio di provider).
Ho rinforzato le difese, ma temo sia troppo tardi per lo spam.

Oramai i bot “maligni” generano più traffico degli utenti normali.

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Nuovo provider: ServerPlan

Dopo tanti anni di Aruba, alla ricerca di migliore qualità ed un servizio superiore, nel Maggio 2014 (quasi 2 anni fa) trasferii il mio dominio e il sito presso VHosting Solutions.

Sebbene i miglioramenti fossero visibili, non sono mai stato del tutto soddisfatto, e da pochi giorni, grazie al consiglio di alcuni miei conoscenti, sicuramente più esperti di me, sono passato a ServerPlan.

Devo dire che mi hanno fatto veramente un ottima impressione! Sia dal punto di vista tecnico, che per quanto riguarda il servizio clienti.

 

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Mediacenter 2.0

Ho rinnovato la configurazione hardware del mio mediacenter per giocare sul serio :-) ed essere pronto per il 4K (anche se, per ora, non ho intenzione di cambiare TV).

Ho sostituito scheda madre, cpu, memoria, disco e necessariamente la scheda video.
Trovare un compromesso tra potenza e compattezza (il case Antec Black Fusion non è molto alto) della scheda video non è stato facile.
Alla fine ho scelto una EVGA GTX960 Superclocked, ma ho dovuto trovare su Ebay una prolunga super compatta per il connettore PCI-E a 6pin, altrimenti non riuscivo a chiudere il case.
La scheda supporta l’accellerazione H.265/HEVC ed ha un connettore HDMI2.

Per avere più spazio per videogiochi ed emulatori vari (oltre al mediacenter Kodi) ho installato un SSD Samsung EVO da 256GB.

Per quanto riguarda la scheda madre, mi sono accontentato di un modello Entry-level. Ho preso una Asus H81M-Plus che supporta senza problemi un Intel Core I3-4350 e due DDR3 Kingston HyperX da 4Gb. Due dissipatori Noctua a basso regime di giri, per case e CPU.

Mediacenter 2.0

Mediacenter 2.0. Pronto per il 4K !

 

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Ubuntu 15.04 Vivid Vervet : Promette bene

Ho provato la nuova Ubuntu Vivid Vervet, ancora in beta, ma vicinissima al rilascio (23 Aprile) e devo dire che mi ha fatto una buona impressione.

I tempi di boot sono migliorati in modo sensibile (systemd docet).

Finalmente (vedi post precedenti), i driver NVidia proprietari più recenti, serie 346, sono disponibili e integrati, risolvendo molti dei problemi che affliggevano unity, compiz e compagnia bella.

Da un punto di vista di uno sviluppatore, le librerie GTK3 sono state aggiornate e migliorate, ho notato che il componente GtkTreeView è nettamente più veloce nel mostrare tabelle che prima si “impuntavano” con un numero di righe che superavano le poche decine.

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